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      <title>News Borsa Rifiuti</title>
      <link>http://borsarifiuti.com/RSS/news.phpsc</link>
      <description>Sito BorsaRifiuti, News</description>
      <language>IT-it</language>
      <copyright>GARWER s.r.l. 2005</copyright>
	  <pubDate>lun, 21 giu 2010 00:00:00 GMT</pubDate>
      <lastBuildDate>lun, 21 giu 2010 15:10:37 +0100</lastBuildDate>
            	  <item>
		 <title><![CDATA[EUROPA - Reach]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/EF9-9A3-CE6</link>
         <description><![CDATA[Sulla GUUE L133 del 31-5-10 &egrave; pubblicato il Regolamento (UE) n. 453/2010 della Commissione, del 20 maggio 2010, recante modifica del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l&#039;autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH).]]></description>
         		 		 <pubDate>lun, 21 giu 2010 15:10:37 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[ITALIA - Rifiuti. Titoli abilitativi]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/525-0A2-94A</link>
         <description><![CDATA[L&#039;iscrizione all’albo di cui all’art. 212 del D.lv. 152\06 non pu&ograve; essere sopperita dall’autorizzazione di cui all’art. 208 che abilita solo allo smaltimento o al recupero di rifiuti, anche pericolosi e non al loro trasporto.
Cass. Sez. III n. 22010 del 9 giugno 2010 (Ud. 13 apr. 2010)
Pres. Onorato Est. Teresi Ric. Frioli]]></description>
         		 		 <pubDate>lun, 21 giu 2010 14:50:07 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[ITALIA - Rifiuti. Rottami ferrosi]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/00A-620-88C</link>
         <description><![CDATA[Attualmente, dopo le modifiche introdotte con il DLv 4/2008, i materiali ferrosi rientrano nel campo della disciplina sui rifiuti salvo che gli stessi provengano da un centro autorizzato di gestione e di trattamento dei rifiuti, presentino caratteristiche rispondenti a quelle elencate dai Decreti Ministeriali per il recupero agevolato dei rifiuti assumendo, in tale caso, la qualifica di materia prima secondaria.
Cass. Sez. III n. 22013 del 9 giugno 2010 (Ud. 13 apr. 2010)
Pres. Onorato Est. Squassoni Ric. Dainese]]></description>
         		 		 <pubDate>lun, 21 giu 2010 14:42:15 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[ITALIA - Rifiuti. Acque di emodialisi]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/269-FFB-C0A</link>
         <description><![CDATA[Le acque di emodialisi sono rifiuti pericolosi in base al disposto del DPR 15 luglio 2003, n.254 (Regolamento recante disciplina della gestione dei rifiuti sanitari a norma dell’articolo 24 della legge 31 luglio 2002, n. 179) tutt’ora in vigore come si rileva tra l’altro anche dal richiamo che ad esso viene fatto dall’art. 256 Co. 6 del D.L.vo 152/06.
Cass. Sez. III n. 22021 del 9 giugno 2010 (Cc. 13 apr. 2010)
Pres. Onorato Est. Sarno Ric. PM in proc. Pesce ed altri]]></description>
         		 		 <pubDate>lun, 21 giu 2010 14:36:17 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[ITALIA - Rifiuti. Reato di omessa bonifica]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/6DD-ABA-5AD</link>
         <description><![CDATA[1.In assenza di un progetto definitivamente approvato, non pu&ograve; configurarsi il reato di cui all’art. 257 TUA. Non sembra possibile, alla luce del principio di legalit&agrave;, stante il chiaro disposto normativo, estendere l’ambito interpretativo della nuova disposizione ricomprendendo nella fattispecie anche l’elusione di ulteriori adempimenti previsti dall’art. 242 TUA ed estendere quindi il presidio penale alla mancata ottemperanza di obblighi diversi da quelli scaturenti dal progetto di bonifica se non espressamente indicati. Occorre prendere atto, dunque, che la formulazione dell’art. 51 bis D.Lv 22/97 non &egrave; esattamente sovrapponibile a quella dell’art. 257 TUA.
2.Il secondo comma dell’art. 257 TUA prevede una circostanza aggravante e non gi&agrave; un&#039;ipotesi autonoma di reato. La natura pericolosa delle sostanze produce, infatti, unicamente l’aggravamento del reato del comma I dell’art. 257 TUA senza incidere sulla esistenza dello stesso. Da qui la conseguenza che l’avvenuta bonifica secondo le disposizioni del progetto comporta indubbiamente l’estinzione del reato a prescindere dalla natura (pericolosa o meno) delle sostanze inquinanti.
3.Ai decreti legislativi di cui alla Legge delega 308\04 era tra l’altro attribuita anche la potest&agrave; di integrare il sistema sanzionatorio penale pur senza alterare i limiti di pena previsti in precedenza, purch&eacute; giustificata dalla necessit&agrave; di garantire una pi&ugrave; efficace tutela ambientale. Non sembra esporsi pertanto, in via di principio a specifici rilievi di costituzionalit&agrave; - sotto il profilo dell’eccesso di delega - il sistema delineato dagli artt. 242 e 257 TUA che, attraverso la sanzione penale, per un verso persegue l’obiettivo di indurre chi inquina ad attivarsi tempestivamente per rimuovere le conseguenze dannose della propria condotta notiziando tempestivamente le autorit&agrave; competenti del verificarsi degli eventi in grado di contaminare il sito e dall’altro si preoccupa di assicurare il corretto ed effettivo adempimento delle prescrizioni finalizzate alla bonifica del sito stesso.
4.Ai sensi dell’art. 250 DLvo 152/06 ove i soggetti responsabili della contaminazione non provvedano direttamente agli adempimenti previsti, le procedure e gli interventi di cui all’articolo 242 sono comunque realizzati d’ufficio dal comune territorialmente competente o dagli altri enti indicati dalla stessa disposizione. E dunque, poich&eacute; l’omessa comunicazione non pregiudica in realt&agrave; l’adozione del progetto di bonifica si deve necessariamente ritenere che di regola essa da sola non possa dar luogo ad un danno risarcibile per le associazioni qualora risulti comunque attivata la procedura per il progetto di bonifica.
5.L’interpretazione della norma penale deve necessariamente farsi carico anche del rispetto dei principi fondamentali in tema di responsabilit&agrave; penale e, pertanto, non sembrano condivisibili  scelte ermeneutiche che facciano gravare sull’imputato inadempienze o ritardi delle amministrazioni competenti per la procedura di bonifica non ascrivibili ad alcun titolo anche a quest’ultimo. Anche per tale ragione, pertanto, non possono condividersi le conclusioni cui &egrave; pervenuta la Corte in altra occasione in cui si &egrave; ritenuto che la permanenza del reato inizi a decorrere dall’evento inquinamento e l’osservanza delle disposizioni del progetto di bonifica sia apprezzabile come causa di non punibilit&agrave; di fatto rilevante solo se la procedura amministrativa si esaurisca comunque prima della conclusione del giudizio penale.
Cass. Sez. III n. 22006 del 9 giugno 2010 (Ud. 13 apr. 2010)
Pres. Onorato Est. Sarno Ric. WWF Italia ed altri]]></description>
         		 		 <pubDate>lun, 21 giu 2010 14:30:21 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Dal 18 giugno la raccolta degli elettrodomestici usati alla prova dell’“uno contro uno”]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/D8E-A1D-A40</link>
         <description><![CDATA[Negozianti e gestori di siti web hanno tempo fino al 18 giugno per adeguarsi al decreto ministeriale sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Lo smaltimento gratuito di un vecchio apparecchio elettronico in seguito all’acquisto di uno nuovo, il cosiddetto “uno contro uno”, sar&agrave; infatti operativo a partire da quella data.
Questo, in sintesi, il contenuto di un messaggio che il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha inviato alla tavola rotonda, sulle direttive dell’Europa in materia di rifiuti elettronici, organizzata da Ecolamp (Consorzio per il recupero e lo smaltimento di apparecchiature di illuminazione) nei giorni scorsi a Roma.
A proposito dei Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (raee), spiega Prestigiacomo, “con questo provvedimento - riferendosi al decreto ministeriale pubblicato in Gazzetta ufficiale il 4 maggio - che sar&agrave; operativo il 18 giugno, &egrave; stato compiuto un passo verso il pieno recepimento della normativa comunitaria e nazionale in materia di raee, salvaguardando cos&igrave; l’ambiente e agevolando i cittadini e i soggetti interessati”, dai rivenditori ai manutentori agli installatori autorizzati. Inoltre, con il decreto in questione, sar&agrave; possibile “incrementare in maniera sensibile la raccolta di rifiuti, evitando la loro dispersione nell’ambiente naturale e, nel contempo, faciliter&agrave; il raggiungimento degli obiettivi di raccolta e recupero stabiliti dalle norme europee e nazionali”. Proprio il ministero dell’Ambiente, osserva Prestigiacomo, sta conducendo “una vigilanza assidua sul corretto smaltimento dei Raee e si sta adoperando per incrementare le percentuali di raccolta e recupero”: basti pensare che nel 2009 ne sono state dismesse oltre 190mila tonnellate.]]></description>
         		 		 <pubDate>mer, 16 giu 2010 16:03:08 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Sacchetti di carta - Comieco fa il punto: aumenta la vendita nel 2009]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/BBD-630-E60</link>
         <description><![CDATA[Rinnovabili, riciclabili, biodegradabili e compostabili, i sacchetti di carta stanno entrando nel vissuto quotidiano degli italiani. A otto mesi dalla messa al bando degli inquinanti shopper di plastica - che saranno vietati a partire da gennaio 2011 - Comieco fa il punto. Secondo i dati forniti al consorzio dal gruppo Shopping bags, che opera in seno ad Assografici, nel 2009 il settore ha conosciuto per l’Italia una crescita del fatturato pari al 3,8% e un incremento dei volumi di vendita del 5,6%.
“Tra i fattori chiave del successo degli shopping bag di carta c’&egrave; sicuramente la loro completa ecocompatibilit&agrave; e l’aspetto estetico. Senza dimenticare, ovviamente, la biodegradabilit&agrave; e la compostabilit&agrave; - afferma Comieco in una nota -. Ad esempio, la conferma scientifica della piena compostabilit&agrave; della carta ha aperto nuove possibilit&agrave; di miglioramento del riciclo: oggi qualsiasi tipo di imballaggio a base cellulosica, ha cittadinanza nei cassonetti urbani utilizzati per la raccolta differenziata dei rifiuti: se pulito con la carta, se sporco di cibo con l’umido”.]]></description>
         		 		 <pubDate>mer, 16 giu 2010 15:07:20 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Nel 2009 recuperato il 56,1% degli imballaggi in alluminio]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/241-7A6-BD4</link>
         <description><![CDATA[A pi&ugrave; di dieci anni dalla nascita del sistema di gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio in alluminio Cial, consorzio nazionale per il riciclo e il recupero dell’alluminio, consolida il trend di crescita delle quantit&agrave; raccolte e riciclate: a fine 2009 la quota di recupero di imballaggi di alluminio &egrave; pari al 56,1% dell’immesso sul mercato. Tradotta in cifre assolute, questa percentuale equivale a 34.800 tonnellate di materiale recuperato, 31.200 delle quali riciclate. Il riciclo degli imballaggi in alluminio &egrave; dunque pari al 50,3%, in linea con gli obiettivi comunitari Ue. Sono state evitate emissioni serra per 272mila tonnellate di CO2, e risparmiata energia pari a 117mila tep (tonnellate equivalenti petrolio).
Ad oggi, Cial ha favorito l’attivazione della raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio in oltre 5.500 Comuni italiani (il 70% dei Comuni italiani) e la partecipazione di 44 milioni di cittadini (il 75% della popolazione).
Risultati positivi, fanno sapere da Cial, ottenuti anche grazie alla collaborazione con una rete di 328 operatori convenzionati, distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Inoltre, &egrave; stata consolidata la collaborazione con 21 fonderie di alluminio, ovvero il 100% della capacit&agrave; produttiva di riciclo italiana. Oggi il nostro Paese detiene dunque la leadership in Europa, insieme alla Germania, nell’industria del riciclo dell’alluminio. A livello mondiale, questo primato ci pone al 3&deg; posto dopo Stati Uniti e Giappone.]]></description>
         		 		 <pubDate>mer, 16 giu 2010 15:06:37 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Enea-Federambiente, in Italia il 51,9% dei rifiuti va ancora in discarica. Lo studio]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/130-9E4-A9F</link>
         <description><![CDATA[L’Italia delle discariche ingurgita ancora rifiuti, in misura del 51,9% del totale della spazzatura del nostro Paese. E di questa, quasi 12 milioni di tonnellate all’anno (36,5% sul totale) sono di “tal quale”: ovvero, dal cassonetto i rifiuti vengono smaltiti direttamente in discarica senza nessun trattamento.
Sono alcuni dati contenuti nel “Rapporto sulle tecniche di trattamento dei rifiuti urbani in Italia”, realizzato dall&#039;Enea e da Federambiente, presentato nei giorni scorsi a Roma nella sede dell&#039;Agenzia.
“Il dato sul ricorso alla discarica - dice Daniele Fortini, presidente di Federambiente - &egrave; drammatico e allarmante, oltre a essere pericoloso per la salute dei cittadini”. Secondo il rapporto “il sistema &egrave; maturo” nelle regioni settentrionali dove gli impianti sono di taglia pi&ugrave; piccola, ma con una diffusione maggiore sul territorio. Mentre, al centro-sud sembra “evidente la carenza di impianti” per il trattamento di recupero energetico e di compostaggio di frazioni selezionati, con una diffusione non omogenea a livello territoriale e una taglia maggiore degli impianti che hanno pertanto una resa pi&ugrave; bassa rispetto alle capacit&agrave;.
Al 31 dicembre 2008 sul nostro territorio sono stati, infatti, contati 393 impianti destinati al trattamento di rifiuti urbani impegnati nel recupero di materia, attraverso compostaggio, e di energia, con una capacit&agrave; nominale complessiva di oltre 27 milioni di tonnellate all&#039;anno. Gli impianti di trattamento meccanico post-raccolta differenziata sono 33. Quelli di compostaggio sono 195 per una capacit&agrave; di circa 5,3 milioni di tonnellate all&#039;anno (27mila ton/anno di media): 122 impianti (su 195) sono situati nel nord del Paese.
In discarica finisce anche tra il 15 e il 20% del Cdr (Combustibile derivato da rifiuti) oltre una buona quantit&agrave; di Fos (Frazione organica stabilizzata). L’incenerimento con recupero energetico, si osserva nello studio, &egrave; la modalit&agrave; di gestione pi&ugrave; carente facendo aumentare lo smaltimento in discarica.]]></description>
         		 		 <pubDate>mer, 16 giu 2010 15:05:55 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Germania al top per import rifiuti (in gran parte italiani...)]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/965-14C-323</link>
         <description><![CDATA[In Italia si fanno studi, convegni, rapporti, proclami attorno al tema dei rifiuti per poi rimanere al palo sui sistemi di trattamento:  e il risultato &egrave; che quantit&agrave; pari a circa (poco pi&ugrave; poco meno a seconda delle analisi) la met&agrave; dei rifiuti urbani prodotti e molto pi&ugrave; della met&agrave; di quelli speciali vanno a finire in discarica. O prendono la strada della Germania, come ci dice il dipartimento dell&#039;Ambiente tedesco, che attesta che il nostro paese ha aumentato dal 1995 al 2008 le quantit&agrave; di rifiuti inviate oltralpe passando dalle 7mila tonnellate di allora ai circa 1,6 milioni di tonnellate nel 2008 diminuite ( si fa per dire)  a 1,45 milioni di tonnellate nel 2009. Terza in questa classifica di esportatori l&#039;Italia detiene per&ograve; il primato dell&#039;incremento dei rifiuti che ha contribuito (per un quinto) a far s&igrave; che in Germania nel 2009 siano state smaltite-trattate 7,6 milioni di tonnellate di spazzatura provenienti da tutto il mondo.
Un import che per la Germania &egrave; aumentato costantemente dal 1995 di circa il 2.615%, vale a dire da appena 281mila tonnellate fino ai quasi 8 milioni  attuali e che non ha avuto nemmeno effetti negativi a seguito della crisi economica, confermandosi un settore di grande interesse per il paese .
Dal solo trattamento dei rifiuti importati la Germania ottiene infatti molti vantaggi: da quello di incassare le tariffe pagate dai paesi esportatori, al guadagno per la vendita delle materie prime seconde ottenute dalla selezione dei rifiuti e infine dall&#039;energia ottenuta per l&#039;incenerimento dei materiali residui.
Ma nel settore della gestione dei rifiuti la Germania detiene anche il primato per le tecnologie di trattamento e smaltimento di cui &egrave; invece esportatore netto.
Le agenzie di stampa che riportano i dati dell&#039;importazione dei rifiuti del dipartimento ambiente tedesco non dicono quale sia la ripartizione tra urbani e speciali di queste quantit&agrave; trattate in Germania:  sappiamo che dall&#039;Italia sono partiti diversi  treni di rifiuti urbani per far fronte all&#039;emergenza campana, anche se il nostro ordinamento permetterebbe - in via ordinaria - solo l&#039;export o l&#039;import di rifiuti speciali.
Ma stando ai dati dell&#039;ultimo rapporto sul  trasporto transfrontaliero dei rifiuti, redatto da Fise Assoambiente sui dati disponibili riferiti al 2005,  il bilancio tra import ed export pone il nostro paese come esportatore netto con un totale di circa 1,9 milioni di tonnellate di rifiuti esportati (di cui oltre 1,3 milioni di tonnellate di speciali non pericolosi e circa 573.000 tonnellate di pericolosi) contro una importazione di poco pi&ugrave; di 1,4 milioni di tonnellate di rifiuti speciali (di cui circa 33.000 tonnellate di pericolosi). L&#039;analisi dei flussi dimostra poi che quello in uscita &egrave; legato al trattamento finale di rifiuti provenienti da processi produttivi (ceneri, scorie, polveri), quello in entrata riguarda invece soprattutto i rifiuti da avviare al riciclaggio (legno, vetro, plastiche, metalli).
Una situazione che fa emergere due aspetti della gestione dei rifiuti nel nostro paese: la carenza di sistemi di trattamento dei rifiuti prodotti e l&#039;arretratezza dei sistemi di raccolte differenziate finalizzate al riciclaggio dei materiali. Oltre il 90% dei rifiuti speciali sono esportati in paesi europei (in particolare in Germania come ci dicono i dati del dipartimento tedesco) dove vengono non solo smaltiti ma anche trattati per ricavarne altra materia e energia.
Attivit&agrave; che potrebbero in maniera del tutto analoga essere svolte da aziende del nostro paese, ottenendo un doppio vantaggio, ambientale ed economico: si potrebbe infatti chiudere il ciclo dei rifiuti e sviluppare una filiera economica in grado di produrre reddito e occupazione qualificata e duratura. Ma anzich&eacute; aiutare a crescere questa cultura e fornire gli strumenti necessari per agevolarla (ad esempio evitando l&#039;attuale caos di riferimento normativo del settore) quello che &egrave; cresciuta &egrave; l&#039;esportazione verso la Germania che si arricchisce grazie ai nostri scarti.]]></description>
         		 		 <pubDate>mer, 16 giu 2010 14:32:50 +0100</pubDate>      		  </item>
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